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Ivanka Trump depone a New York

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La testimonianza della figlia dell'ex Presidente degli Usa richiesta dal Procuratore Generale nell'ambito del processo per le frodi finanziarie nel settore immobiliare

New York - 09 novembre 2023 _ È stato il giorno di Ivanka Trump. Ma potrebbe essere anche stato il giorno peggiore a livello giudiziario per il padre Donald. Per capire che tipo di impatto ha avuto la testimonianza della figlia del magnate ed ex Presidente degli Stati Uniti, nel processo che lo Stato di New York ha intentato contro di lui per delle potenziali frodi finanziarie nel settore immobiliare ci vorrà probabilmente del tempo. Di sicuro non deve essere stata una bella giornata per la 42enne imprenditrice e aspirante politica americana che come il marito Jared Kushner aveva cercato anche nei giorni immediatamente precedenti e seguenti ai fatti di Capitol Hill del gennaio 2021 di prendere le distanze dai modi e i toni del padre.

Il primo dato è che la partecipazione della figlia di Trump con un ruolo nell'amministrazione alla Casa Bianca e quindi il suo allontanamento ( per evitare un conflitto di interessi) dalle attività immobiliari del padre è stato un buon motivo per il Procuratore generale della città della Grande Mela per farla uscire subito dal processo e chiamarla solo come testimone informata dei fatti.

Il confronto tra accusa e difesa è stato imperniato sulla valutazione immobiliare di un attico nel complesso residenziale del magnate newyorkese su cui la signora Kushner ha affermato di non avere nessuna idea sul perché il prezzo sia stato “gonfiato” di circa 12 milioni di euro in più, rimandando ogni possibile responsabilità ai consulenti fiscali legati alle società immobiliari della famiglia.

Gli avvocati dell'ex inquilino della Casa Bianca e probabile candidato repubblicano alle presidenziali 2024 hanno invece cercato di imperniare i loro interventi in questa seduta del processo su un teorema: non vi sarebbero frodi perché chi ( come la Deutsche Bank) ha fornito supporto finanziario alla holding trumpiana è stato rimborsato fino all'ultimo centesimo e correttamente rispetto ai tassi di interesse concordati.

Lo staff degli avvocati di Trump ha fatto di più: ha cercato di avviare comunque un ennesimo scherma comunicativo per il quale quello che la Procura di New York ha avviato come iniziativa giudiziaria è un processo “politico” teso a sabotare la nuova imminente candidatura del loro cliente alla massima carica degli Usa.

Non è uno schema nuovo e in questo momento sembra premiare nei sondaggi colui che ha governato gli Usa dal 2017 al 2021 e non ha mai riconosciuto ufficialmente la vittoria del suo successore, Joe Biden,alle presidenziali del novembre 2020.

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